Una breve guida sulle modalità per richiedere l’assegno unico per figli minori a carico, misura in vigore da luglio

In questo articolo parliamo di come richiedere l’assegno unico per i figli minori, la misura ponte in vigore da luglio fino a fine 2021.

Siamo arrivati alla fatidica data del 1° luglio 2021, giorno in cui entra in vigore l’assegno unico o meglio la misura ponte valida per il secondo semestre dell’anno.

L’assegno unico, come probabilmente già saprai, è diventato legge ed entrerà in vigore a pieno regime a partire dal 1° gennaio 2022.

Lo scopo di questa misura è quello di sostituire una serie di bonus, sussidi e detrazioni con un unico assegno a carattere universale.

Tra le misure che saranno assorbite dall’assegno unico c’è anche l’assegno per il nucleo familiare (ANF), ad oggi spettante alle famiglie dei lavoratori dipendenti.

L’assegno unico, come detto, entrerà in vigore da gennaio prossimo tuttavia è stata istituita una misura ponte volta ad agevolare quella parte di contribuenti che non rientrano tra i beneficiari dell’assegno per il nucleo familiare (ANF).

Ma perché ne parliamo su un sito che si occupa prevalentemente di tecnologia?

Perché come ormai la maggior parte delle istanze anche la richiesta dell’assegno unico può essere presentata in modalità telematica tramite il sito dell’INPS.

Per rientrare tra i beneficiari dell’assegno unico bisogna soddisfare alcuni requisiti:

  • essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  • essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • essere residente e domiciliato in Italia con i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  • essere residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale;
  • essere in possesso di un indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità.

L’assegno unico è riservato in questa prima fase a lavoratori autonomi, partite iva e disoccupati mentre da gennaio potrà essere richiesto da tutte le tipologie di contribuenti.

L’importo dell’assegno che l’INPS verserà direttamente sul conto corrente del richiedente varia a seconda del numero di figli e del valore dell’ISEE.

Si parte da 168 € per un figlio, con ISEE fino a 7000 €, che diminuiscono fino ad azzerarsi con ISEE superiori a 50000€.

Per procedere con la richiesta, quindi, la prima operazione è quella di elaborare il proprio ISEE, se non sai come effettuare tale operazione ti consiglio di leggere la mia guida in proposito.

Una volta in possesso dell’ISEE potrai accedere al sito dell’INPS (con SPID, CNS o CIE) per inoltrare la domanda per l’assegno unico.

Per le domande presentate entro il 30 settembre verranno corrisposti anche gli arretrati a decorrere dal mese di luglio, mentre per le domande successive la decorrenza sarà il mese di presentazione.

Questo significa che se presenti domanda fino al 30 settembre potrai indicare come decorrenza dell’assegno Luglio 2021, decisione presa per agevolare i CAF che verranno interessati da una gran mole di lavoro.

Successivamente, presumibilmente nel periodo dicembre 2021 – gennaio 2022 si dovrà presentare una nuova domanda che sarà valida per tutto l’anno 2022.

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