Una breve guida per scoprire come rendere la domotica semplice con Homey, il dispositivo che unisce tutti i protocolli domotici.

In questa breve guida ti parlerò di come rendere la domotica semplice con Homey, un dispositivo che unisce tutti i maggiori protocolli usati per automatizzare la propria casa.

Il problema della domotica come la intendiamo oggi è che non esiste uno standard che definisca la connessione dei vari dispositivi.

Quindi ogni produttore si affida a questo o a quel protocollo a seconda delle proprie necessità.

I protocolli più utilizzati oggi sono:

  • Z-Wave
  • Zigbee
  • Bluetooth
  • WIFI

Nell’attuale panorama di dispositivi domotici quando scegli un modello sei vincolato ad utilizzare l’app della casa produttrice e se poi prendi altri dispositivi di altre marche quasi sicuramente avrai un’altra app per gestire questi ultimi.

Quindi, ricapitolando, i problemi sostanzialmente sono 2:

  • i protocolli di trasmissione diversi
  • le app compatibili sono con alcuni dispositivi

La soluzione è racchiusa in una sfera di 12 cm di diametro: Homey

Homey è un hub (raccoglitore) dove far confluire tutti i nostri dispositivi domotici per poterli controllare e programmare secondo le nostre esigenze.

Il punto di forza di questo hub è quello di essere dotato di tutti i protocolli di trasmissione più frequenti:

  • Z-Wave
  • Zigbee
  • Bluetooth
  • WIFI
  • Infrarossi
  • Radiofrequenza

Grazie alla possibilità di connettersi a tutti i dispositivi con le tecnologie appena elencate, l’hub ti permette di abbandonare le app proprietarie delle varie case produttrici e di utilizzare solo l’interfaccia di Homey per la gestione di tutti i tuoi dispositivi.

Da un punto di vista estetico Homey si presenta come una sfera poggiata su 3 piedini cromati con 2 ingressi (uno per l’audio e l’altro per l’alimentazione) e una fascia LED in posizione equatoriale.

La configurazione è abbastanza intuitiva. Appena alimentato, e dopo aver scaricato l’app dedicata, dovrai collegarlo alla tua rete WIFI.

Attraverso l’app puoi collegare i tuoi dispositivi (la compatibilità è molto ampia) tramite degli specifici plugin sviluppati dalla casa produttrice o da altri sviluppatori dato che si tratta di un progetto open source.

La possibilità per gli sviluppatori di programmare i plugin rende Homey un dispositivo potenzialmente utilizzabile con tutto.

Dopo aver riconosciuto i tuoi dispositivi, potrai effettuare la programmazione delle routine (flow) che ti permetteranno di definire le opzioni e gli scenari di funzionamento.

Potrai quindi decidere se attivare determinati dispositivi in base al clima, alla temperatura o alla quantità di luce.

Puoi inoltre definire gli orari di funzionamento dei singoli dispositivi e le condizioni in cui attivare specifiche routine.

Tra le impostazioni puoi modificare anche l’intensità ed il colore dell’anello LED e automatizzarne il funzionamento in base alle situazioni che si verificano.

Conclusa la programmazione puoi decidere di condividere l’accesso all’app ad altri utenti (familiari) e definire le routine anche in base alla presenza o meno in casa di alcuni utenti.

Grazie alla connessione IR e RF Homey può comandare anche dispositivi non domotici nativamente come TV condizionatori e cancelli elettrici (te ne ho parlato anche qui).

Un ulteriore aspetto interessante è la possibilità di collegare Homey ai tuoi assistenti vocali (Alexa e Google Home) e di funzionare con IFTTT.

Come vedi le possibilità di utilizzo di Homey sono davvero infinite e poliedriche, riuscire poi a gestire tutto con i comandi vocali è la ciliegina sulla torta.

Questo dispositivo esiste in 2 versioni: standard (300 €) e Pro (400 €) che si differenziano per potenza del processore e quantità di RAM (e quindi per il numero di app che può eseguire contemporaneamente).

Il prezzo può sembrare alto, tuttavia se consideri che utilizzando Homey non dovrai acquistare gli hub delle case produttrici dei tuoi dispositivi il risparmio è evidente.

Continua a seguirmi e raccontami nei commenti le tue esperienze con Homey.