Una breve panoramica tra i prodotti disponibili sul mercato per capire quale sensore di movimento scegliere per i propri progetti

In questa guida vedremo quale sensore di movimento scegliere per realizzare i tuoi progetti e le tue automazioni.

In ambito domotico ogni entità o dispositivo che restituisce un valore (numerico, vero o falso, ecc.) è un sensore e ci serve per monitorare una situazione che può scatenare un’azione al verificarsi di un evento.

A titolo di esempio sono sensori:

  • lo stato del sole (sopra o sotto l’orizzonte)
  • la temperatura
  • la presenza di acqua sul pavimento
  • la presenza in casa o meno di una persona
  • la rilevazione di un movimento
  • la luminosità di un ambiente
  • e così via

Oggi parliamo di sensori di movimento o più precisamente di sensori PIR (sensori a Raggi Infrarossi Passivi) che ci permettono di rilevare la presenza di una persona in un determinato spazio.

I sensori PIR si utilizzano di solito negli impianti di antifurto ed hanno lo scopo di rilevare la presenza di qualcuno all’interno di una certa area. Se l’allarme è inserito l’attivazione di questi sensori lo farà suonare.

Sul mercato esistono ovviamente varie tipologie di sensori PIR ma quelli che ti presento oggi sono modelli che si possono utilizzare anche in domotica grazie all’utilizzo del protocollo Zigbee.

I modelli da me provati sono i seguenti:

  • SAMOTEC
  • SONOFF
  • LUMI AQARA (XIAOMI)
  • PHILIPS

Ognuno di questi sensori ha caratteristiche differenti pertanto il loro utilizzo varia a seconda delle esigenze.

I sensori SAMOTEC e SONOFF hanno un funzionamento piuttosto simile, rilevano la presenza al passaggio e aggiornano il loro stato da “non rilevato” a “rilevato”.

La rilevazione ha validità preimpostata di 60 secondi dopodiché, in assenza di ulteriori rilevazioni, lo stato passa da “rilevato” a “non rilevato”.

Il limite di questi 2 sensori sta nel fatto che l’aggiornamento dello stato non è istantaneo quindi se durante il periodo di rilevazione ti ci muovi davanti il sensore non si aggiorna e tende a tornare allo stato di “non rilevato” per poi aggiornarsi dopo altri 60 secondi.

Per chiarire faremo un esempio:

ho una luce che si accende al passaggio di una persona, il sensore va in stato “rilevato”

resto davanti al sensore e mi muovo, il sensore è in stato di “rilevato” fino al raggiungimento dei 60 secondi dalla prima attivazione poi va in stato “non rilevato” e la luce si spegne.

Per far riaccendere la luce dovremo attendere ulteriori 60 secondi, tempo necessario perché il sensore ricominci a rilevare.

Questa logica di funzionamento obbliga all’utilizzo di questi sensori in 2 possibili modi:

  • unicamente come sensori che accendono la luce (ma non la spengono se non dopo tempi molto lunghi per evitare che si spenga mentre la persona è ancora presente)
  • come sensori secondari (in abbinamento con altri sensori per coprire una zona maggiore)

Gli altri due sensori, LUMI AQARA e PHILIPS, integrano anche un sensore di luminosità e di temperatura che li rendono più completi.

I tempi di aggiornamento sono di 90 secondi per il modello XIAOMI e di circa 15 secondi per il PHILIPS.

Il modello LUMI AQARA, nonostante tempi più lunghi degli altri sensori ha una logica di funzionamento migliore infatti lo stato di “rilevato” resta tale per tutto il tempo durante il quale ci si muove davanti al dispositivo.

Ovviamente da quando si lascia l’area di rilevamento dovranno passare 90 secondi prima che lo stato del sensori passi in “non rilevato”, ma essendo a conoscenza di tale tempistica puoi definire il tuo progetto di conseguenza.

Anche il PHILIPS funziona con la medesima logica dello XIAOMI con la differenza che bastano 15 secondi per passare allo stato di “non rilevato”, questo rende più rapide le automazioni.

In conclusione ritengo che per utilizzare al meglio i vari sensori dovresti orientarti alla scelta di PHILIPS e LUMI AQARA come sensori principali ed aggiungere SAMOTEC o SONOFF come secondari per coprire zone molto ampie che con un solo sensore non riusciresti a gestire.

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